nota biografica

Luigi Ianzano, autore in lingua dialettale, vive a San Marco in Lamis sul Gargano, dove è nato nel 1975. Maturità classica e laurea in legge. Docente di scienze giuridico-economiche, insegna a Vasto nell’Istituto Superiore Enrico Mattei.

Suoi scritti sono pubblicati sulla rivista Studi Medievali e Moderni del Dipartimento di Lettere Arti e Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara (XXI, 2017, direttore prof. Gianni Oliva), negli Annali del Dipartimento di Scienze Giuridico-Sociali e dell’Amministrazione dell’Università degli Studi del Molise (IX, 2007, direttore prof. Valentino Petrucci). La tesi di laurea su Identità plurale dell’Europa e valori giuridici di riferimento è pubblicata nel 2009 dal Consolato dei Maestri del Lavoro del Molise.

La scrittura creativa, specie in ambito poetico dialettale, è una felice propensione. Dopo un primo romanzo giovanile e prime raccolte di versi in italiano, ha pubblicato in lingua nativa Taranda mannannera (2005), Come ce mbizza la cèreva (2007), Fòchera mbétte mestecate (2011) e Spija nGele (2016).

Maggiori rilievi critici in Diego De Silva, Motivazione al primo premio poesia Zeno (Salerno 2018); nell’antologia curata da Francesco Granatiero, Dal Gargano all’Appennino le voci in dialetto (Sentieri meridiani, Foggia 2012); in Mariantonietta Di Sabato, Da Serrilli a Ianzano: un secolo di poesia garganica (Lunarionuovo 25/2008); negli Atti delle pubbliche presentazioni dei volumi editi. Autorevoli recensioni su Poesia e dialetti, IncrociPeriferie, Progetto Zeno.

Premiato in concorsi letterari nazionali, come lo Zeno di Salerno (2017) e il Salva la tua lingua locale di Roma (2013 e 2016). Giurato in Premi letterari di rilievo. Ha promosso l’Officina letteraria La Putèca fra creativi nel dialetto sammarchese, ne cura il portale laputeca.eu e la relativa catalogazione bio-bibliografica degli autori.